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La Dormiente del Sannio

Benevento, la città delle Streghe

Vieni a scoprire le bellezze del Sannio beneventano

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Storia, arte e cultura

Museo del Sannio

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Chiesa di Santa Sofia

Patrimonio UNESCO

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Parco Archeologico Urbano

Benevento da scoprire

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Chiostro della Chiesa di Santa Sofia

Storia, Arte e Cultura

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L'Arco di Traiano

L'arco meglio conservato della romanità, simbolo della Città di Benevento

Associazione Turistica ProLoco Samnium - Città di Benevento

Sito Ufficiale

Chi Siamo

Siamo un'associazione privata su base volontaria e senza scopo di lucro, ma con rilevanza pubblica e finalità di promozione sociale, turistica e di valorizzazione delle potenzialità naturalistiche, culturali, storiche ed enogastronomiche della città di Benevento.

Il nostro obiettivo è di valorizzare le bellezze culturali e paesaggistiche di Benevento, incrementare la conoscenza del territorio e le presenze in città, attraverso la diffusione di una nuova cultura dell'ospitalità e dell'informazione turistica. Promuoviamo ed organizziamo attività di carattere sociale, manifestazioni culturali, convegni e concerti nell'ambito del territorio beneventano.
INFOLINE TURISTA: +39 348 74 61 747

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Itinerario C-BENEVENTO NEL IX SECOLO: DALL’OCCUPAZIONE DI NAPOLI E AMALFI ALLA DIVISIO DUCATIS

BENEVENTO NEL IX SECOLO: DALL’OCCUPAZIONE DI NAPOLI E AMALFI ALLA DIVISIO DUCATIS

Per rendere fruibile il materiale storico, artistico, culturale della città di Benevento nel periodo longobardo del IX secolo utilizzando le fonti e gli studi storici pubblicati negli ultimi decenni è stato creato un percorso guidato a più livelli che approfondisce gli aspetti politici della città e del suo territorio.
Il percorso approfondisce le imprese di Sicone (817-832) e di Sicardo (832-839) che portarono all’occupazione di Napoli e Amalfi, ma anche alla lacerazione definitiva dell’unità della Longobardia con la “Divisio ducatis” dell’849. La lunga guerra civile, durata oltre dieci anni, indebolì fortemente la Longobardia appenninica così come l’intervento dei Saraceni sotto forma di rapina e insediamento che si abbatté sul territorio orientale e interno di Benevento. La capitale del ducato cadde nelle mani di capi saraceni, come Massar e Sawdan, finché Adelchi, principe dall’854, chiese l’intervento dell’imperatore Ludovico II che, sperando così di annettere la Longobardia al dominio imperiale, soggiornò in pianta stabile a Benevento dall’866 all’871. Dopo aver catturato e imprigionato a Benevento Sawdan, Adelchi, per timore di essere assoggettato all’impero, imprigionò Ludovico II e la sua famiglia per 40 giorni finché ottenne il giuramento di non tentare di vendicarsi né di tornare a Benevento. Ludovico anche se scese poi più volte nel Sud non penetrò mai a Benevento e morì nell’875.
Alle scorrerie dei Saraceni si aggiunse la pressione politica di Bisanzio sulla città di Benevento che nell’879 era nelle mani dello stratego di Otranto, Gregorio. Il principe Aione chiese aiuto a Guido di Spoleto, marito di sua sorella Ageltrude, ma liberata per pochi anni, la città divenne nell’891 la capitale del tema di Longobardia di Bisanzio che perse il dominio sulla città solo quando fu rimesso sul trono Radelchi II, fratello dell’imperatrice Ageltrude, vedova di Guido, imperatore d’Italia, nell’895.

 

LUOGHI


LE PORTE: PORTA AUREA, PORT’ARSA (VISITABILI) –  Porta Somma, Porta Nuova,  Porta Rufina, Porta Pia, Porta S. Lorenzo (RESTI)

CHIESA DI S. SOFIA  e Chiostro (VISITABILI)

PIAZZA PIANO DI CORTE – SACRO PALAZZO (RESTI)

DUOMO (VISITABILI) E S. Bartolomeo (RESTI) 

ARCO DEL SACRAMENTO (VISITABILE)

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CHIESA DI SANTA SOFIA PATRIMONIO MONDIALE UNESCO
Dal 25 giugno 2011 la Chiesa di Santa Sofia, che fa parte del sito seriale "I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)", è nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

La Chiesa di Santa Sofia fu completata da Arechi II nell'anno 762 e rappresenta una delle più importanti testimonianze architettoniche della Longobardia Minor. La chiesa di Santa Sofia fu fondata dal duca Gisulfo II e completata da Arechi II, genero del Re Desiderio, non appena divenne Duca di Benevento.

Essa, costruita accanto ad una abbazia benedettina, fu portata a termine nell’anno 762, forse come Chiesa nazionale del popolo longobardo, e fu la più ardita e fantasiosa costruzione dell’alto Medioevo.

Arechi II vi annesse una comunità di suore, anch'esse benedettine, incorporandola al Cenobio preesistente, ed intitolò il tutto, pare su suggerimento di Paolo Diacono, alla Santa Sofia, cioè alla Santa Sapienza, a somiglianza del più famoso tempio giustinianeo di Costantinopoli. Oltre che per la sua importante chiesa, ebbe particolare importanza anche il suo “scriptorium” dove si usò la “scrittura beneventana” divenuta famosa nel mondo. La chiesa di Santa Sofia si presenta come un edificio di straordinario interesse architettonico.

Pur essendo di piccole dimensioni, ha una architettura molto particolare e del tutto nuova per l'epoca. La chiesa ha una pianta che al centro è a forma di esagono ai cui vertici ci sono 6 colonne provenienti, probabilmente, dal Tempio di Iside. L'esagono interno è circondato da un anello decagonale con otto pilastri di pietra calcarea bianca e due colonne ai fianchi dell'entrata. Il muro perimetrale ha per alcuni tratti forma circolare mentre per altri è a forma di stella, a testimonianza dell'eccezionale abilità impiegata nella costruzione. Anche le volte assumono varie forme : quadrangolari, romboidali, triangolari.

Nella chiesa vi sono numerosi resti degli affreschi delle absidi, e di varie altre zone. Santa Sofia fu quasi completamente distrutta dal terremoto del 5 giugno 1688 e ricostruita in forme barocche per volere dell'allora cardinale Orsini di Benevento (poi divenuto papa Benedetto XIII). Le forme originarie furono riportate alla luce nel restauro del 1951.

 

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Itinerario D-A VIA DEL GRANO: IL CONTROLLO DEI LONGOBARDI SUI SARACENI PER IL MONOPOLIO ECONOMICO DEL GRANO IN ITALIA MERIDIONALE

LA VIA DEL GRANO: IL CONTROLLO DEI LONGOBARDI SUI SARACENI PER IL MONOPOLIO ECONOMICO DEL GRANO IN ITALIA MERIDIONALE

Per rendere fruibile il materiale storico, artistico, culturale della città di Benevento nel periodo longobardo del IX secolo utilizzando le fonti e gli studi storici pubblicati negli ultimi decenni è stato creato un percorso guidato a più livelli che approfondisce gli aspetti economici e politici, le peculiarità e l’evoluzione del territorio beneventano. Conoscere gli eventi politici in una visione anche economica permetterà di comprendere eventi socio-economici  legati a fenomeni di integrazione tra popoli.

Il Principato di Benevento nel IX secolo dominava il Molise fino al Gargano, le Puglie fino a Taranto, territori a vocazione cerealicola la cui produzione giungeva a Benevento per essere venduta e  utilizzata nei numerosi mulini ubicati nella zona ovest della città, tra la confluenza del Sabato con il Calore. Con il sopraggiungere dei Saraceni il transito del grano dalla Puglia e dalla Basilicata si bloccava creando una crisi agricola ed economica ciclica.

Il Triggio era un quartiere operaio, la città nuova longobarda di Arechi II, in cui si accedeva dal Duomo attraverso l’Arco del Sacramento, porta in mattoni dell’epoca post-traianea, affiancata da un’odierna area archeologica ben valorizzata.

Il quartiere ebraico tra Piano di Corte  e via Bartolomeo Camerario era abitato da una fiorente comunità di ebrei, esperti tessitori e tintori, e nel Vico Santo Stefano, avevano una sinagoga che, nel periodo della più feroce discriminazione ebraica, venne chiamata S. Stefano de Iudecca, o S. Stefano de Plano Curiae e, infine, S. Stefano De Neophitis perché convertiti al cattolicesimo. La comunità venne repressa nel 1569 dal Tribunale dell’Inquisizione di Benevento.

Nell’area del Triggio e in altri luoghi della città numerosi sono stati i sepolcreti ritrovati dagli scavi archeologici di età alto-medievale.

 


LUOGHI

TRIGGIO (VISITABILE)

AREA DELL’ARCO DEL SACRAMENTO (VISITABILE)

DUOMO – PORTA DI BRONZO (VISITABILI)

VIA E. MUTARELLI – VICO S. STEFANO (VISITABILI)

PIANO DI CORTE – CHIESA DI S. SOFIA (VISITABILI)

ROCCA DEI RETTORI (VIA DEI MULINI) (VISITABILI E TRACCE) 

 

 

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INFOTURISTA-PROLOCO

LA PROLOCO DI BENEVENTO SAMNIUM ORGANIZZA MANIFESTAZIONI IN AMBITO TURISTICO CULTURALE,STORICO AMBIENTALE,FOLCLORISTICO,GASTRONOMICO,SPORTIVO.

Per informazioni,percorsi turistici, guide , ristorazione ,hotel,assistenza 

Infopoint- 3487461747 h 24

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GEOBIOLAB-Citta di Benevento
GEOBIOLAB - Laboratorio Europeo della Naturalità
In circa mille metri quadrati di superficie, l’allestimento museale si articola in realtà virtuale, ricostruzioni scenografiche, macchine “parlanti”, filmati 3D, foto, exhibit, laboratori per esperimenti: il tutto per “spiegare” i segreti nella Natura.
Il percorso espositivo vuole coniugare attività scientifica ed attività ludica all'insegna del motto "insegnare divertendo”.
Il primo impianto del progetto è del prof. Carmine Guarino, dell’Università del Sannio; il progetto di divulgazione scientifica è firmato da Paco Lanciano, il noto collaboratore di Piero Angela nella serie televisiva della RAI “Superquark”.
Il museo, accessibile ai portatori di handicap, è una struttura didattico-museale dedicata alla storia della Terra ed all'evoluzione delle biodiversità.
Il visitatore è chiamato alla scoperta del pianeta Terra con particolare riguardo al Sannio, scoprendo un mondo meraviglioso fatto di luci e colori, ma che può diventare violento e sconvolgente.
Il GeoBioLab riporta il visitatore alle origini del tutto ed agli elementi essenziali (l'acqua, le piante, gli uccelli ecc.) che gli uomini spesso trascurano o maltrattano senza sapere e capire come tale comportamento abbia profonde ripercussioni sulla loro stessa vita.
Per affrontare meglio e con maggiore interesse gli argomenti, un apposito spazio del laboratorio è riservato agli esperimenti.
Il GeoBioLab ha, quindi, un profondo valore pedagogico e didattico ed è molto utile a studenti grandi e piccini perché assicura momenti di gioioso e costruttivo apprendimento di robuste nozioni di geologia, botanica e zoologia.

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Itinerario B-MONASTERI, BASILICHE E SANTI: LA RELIGIONE TRA CULTI ED ARCHITETTURE NEL IX SECOLO

 

MONASTERI, BASILICHE E SANTI: LA RELIGIONE TRA CULTI ED ARCHITETTURE NEL IX SECOLO

Per rendere fruibile il materiale storico, artistico, culturale della città di Benevento del periodo longobardo del IX secolo utilizzando le fonti e gli studi storici pubblicati negli ultimi decenni è stato creato un percorso guidato a più livelli che approfondisce gli aspetti religiosi, cultuali, agiografici, architettonici della città.

Il percorso spinge a riflettere sui cambiamenti avvenuti e le tradizioni conservate dalla storia della città: i culti ancora presenti come quello del patrono, s. Bartolomeo, e quelli dimenticati come quello di s. Gennaro, s. Pantaleone, s. Barbato.

I potenti monasteri di S. Sofia, di S. Pietro ad Caballum, di S. Modesto e di S. Lupo erano luoghi di fermento religioso e culturale insieme alle loro case-madri, i monasteri di Montecassino e S. Vincenzo al Volturno.

Le splendide chiese del SS. Salvatore, di s. Ilario, il Duomo, con le reliquie di s. Trofimena, di s. Marciano, di s. Felicita, e di s. Bartolomeo erano luoghi di culto rilevanti per i Longobardi ma anche per tutti i pellegrini che dovevano passare per Benevento per raggiungere l’Oriente. Le reliquie erano state accumulate a partire dal tempo del principe Arechi II. Sicardo, principe beneventano (832-839), con il trasferimento delle reliquie di s. Bartolomeo e di s. Trofimena consacra la vittoria militare sugli Amalfitani e sui Saraceni. Il Principato di Benevento aveva raggiunto il mare e aveva anche una efficientissima flotta, quella degli Amalfitani: è il periodo di massimo splendore religioso ma anche politico.

 

LUOGHI

SS. SALVATORE – S. SOFIA (VISITABILI)

S. PANTALEONE – S. PIETRO AD CABALLUM (Tracce)

S. ILARIO (VISITABILE)

DUOMO – S. BARTOLOMEO (VISITABILI)

S. MODESTO – S. PIETRO INTRA MUROS  (Tracce)

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Itinerario A-I LUOGHI DELLA CULTURA A BENEVENTO NEL IX SECOLO

I LUOGHI DELLA CULTURA A BENEVENTO NEL IX SECOLO

Per rendere fruibile il materiale storico, artistico, culturale della città di Benevento del periodo longobardo del IX secolo utilizzando le fonti e gli studi storici pubblicati negli ultimi decenni è stato creato un percorso guidato a più livelli che approfondisce gli aspetti culturali e fa conoscere  letterati, come Paolo Diacono, poeti, anonimi epigrammisti funerari,  e artisti che vissero in città nel IX secolo.

Il Principato di Benevento in quel tempo si inserisce nel quadro politico e culturale europeo in modo spesso autonomo ma anche prepotente, creando una grande eco in tutta Europa: la scrittura beneventana e il canto beneventano  resistettero alla “globalizzazione culturale” della scrittura carolina e del canto gregoriano almeno fino al XII secolo.

Nella Benevento longobarda del IX secolo si produssero testi agiografici, ossia racconti di vite e traslazioni di santi, particolarmente venerati nella città, come s. Barbato e s. Bartolomeo, le cui reliquie furono portate via dall’isola di Lipari dagli Amalfitani per conto del principe Sicardo nell’838 e collocate inizialmente nella chiesa di S. Lorenzo fuori le mura. L’anno successivo, il 25 ottobre dell’839, furono collocate nell’oratorio costruito accanto al Duomo che verrà ampliato nel XII secolo, i cui resti ancora sono visibili.

Le relazioni del monastero di S. Sofia con Mantecassino e la permanenza a Benevento dell’imperatore Ludovico II dall’866 all’871 fecero giungere in città intellettuali, artisti, eminenti personalità della cultura europea che favorirono nella città un clima culturale unico.

LUOGHI

CHIOSTRO S. SOFIA E CHIESA DI SANTA SOFIA (VISITABILE)

S. PIETRO AD CABALLUM (VISITABILE)

QUARTIERE TRESCENE, PIAZZA PIANO DI CORTE, VIA G. DE VITA, CORSO GARIBALDI 

DUOMO E VESCOVATO (VISITABILE) con Basilica di S. Bartolomeo (TRACCE)

MONASTERO DI S. MODESTO (TRACCE)

 

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Sagra Del Cinghiale Tutti I Venerdì Sabato E Domenica
Sagra Del Cinghiale
Tutti I Venerdì Sabato E Domenica
Da Venerdì 26 Agosto a Domenica 30 Ottobre 2016 - dalle ore 19:00
Piazza Mercato - Dugenta (BN)
Sagra Del Cinghiale - Dugenta

Sagra del cinghiale dal 26 Agosto 2016 tutti i venerdì sabato e domenica fino a fine ottobre dalle ore 19; la domenica anche a pranzo. Anforetta di terracotta in omaggio ogni bottiglia di vino da 1,5 Lt.

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Le Giornate Europee del Patrimonio

  Consiglio d’Europa, con la partecipazione di Regioni, Province, Enti locali, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e gli Istituti Italiani di Cultura all’estero. Con l’ingresso gratuito (o al costo simbolico di 1 euro) nei luoghi d’arte ed i molti eventi organizzati, i cittadini hanno l’opportunità di conoscere lo straordinario patrimonio culturale europeo. 

L’Italia vi aderisce, insieme ad altri 49 Stati Europei. Le Giornate Europee del Patrimonio avranno luogo:
- sabato 24 settembre – con orari e costi ordinari nel corso della giornata e apertura straordinaria serale di tre ore al prezzo simbolico di 1 euro, con le gratuità previste per legge;
- domenica 25 settembre – con orari e costi ordinari.
A Benevento parteciperanno:
  • il Museo del Sannio; orario solo per Sabato 24  Settembre ore 19:00-22:00 costo un euro
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18 e 19 Settembre 2016 si organizzano visite guidate all'Arco di San Gennaro di Benevento

 

18 e 19 Settembre 2016 si organizzano visite guidate all'Arco di San Gennaro di Benevento

San Gennaro nacque a Benevento nel  settembre del 305 D. C. fu vescovo e martire, è venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

 Il nome Gennaro è molto diffuso nel Meridione e risale al latino "Ianuarius" che significa "consacrato al dio Giano" ed era in genere attribuito ai bambini nati in gennaio (Ianuarius), mese sacro al dio.

In realtà, poiché San Gennaro appartenne alla gens Ianuaria, non era il suo nome, che secondo la tradizione era Procolo, ma il gentilizio corrispondente e cioè il cognome.

San Gennaro, nacque povero da genitori poveri e ancora bambino, rimase orfano di madre. Il padre, passato a seconde nozze a causa della povertà, mandò il figlio, sebbene in tenera età, a fare il guardiano di porci. Il ragazzo conobbe un Eremita e cominciò a frequentarlo, recandosi da lui per essere istruito. A questo punto nella vita del Santo troviamo un vuoto incolmabile, tant’è che, allontanandosi dal luogo natio, lo ritroviamo Vescovo di Benevento e quindi martire a Pozzuoli.

Arco e casa di San Gennaro

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